Un esperimento ha ridotto il cibo a persone in salute. Sorprendenti i risultati.

Oggi ti parlerò di uno studio (lo trovi qui ) pubblicato qualche giorno fa, che analizza gli effetti di una restrizione calorica su soggetti in salute e senza problemi di peso.

Se sei normopeso, o in leggero sovrappeso, probabilmente non hai mai pensato ad una modifica del tuo regime alimentare, con annessa  riduzione del carico calorico. Secondo una ricerca di un gruppo di scienziati statunitensi, apparsa sulla rivista Cell Metabolism , sbagli. Forse faresti meglio a ripensarci qualora intendessi allungare la tua aspettativa di vita.

Si tratta di uno dei primi studi in assoluto che indaga gli effetti di restrizioni caloriche su persone sane. Il gruppo di ricerca ha osservato che una  riduzione del 15% dell’apporto calorico , per due anni, rallenta sia gli effetti dell’invecchiamento che il metabolismo; protegge inoltre dalle malattie correlate all’invecchiamento. E’ stata osservata anche una diminuzione degli stress ossidativi sistemici, concausa di malattie come Alzheimer, Parkinson , cancro e diabete.

L’Alzheimer è una patologia la cui incidenza cresce in maniera esponenziale (Clicca qui  per approfondire )

Ridurre le calorie può rallentare il tuo metabolismo basale; se consideri che i sottoprodotti del metabolismo accelerano i processi di invecchiamento, ecco che una restrizione calorica prolungata negli anni potrebbe aiutarti a ridurre il rischio di malattie croniche e contribuire ad allungare la tua vita” afferma con sicurezza la leader del gruppo di ricerca, Leanne M. Redman, professoressa associata di scienze cliniche al Pennington Biomedical Research (Balton Rouge, LA).

CALERIE, questo il nome dello studio che sta per “Valutazione completa degli effetti a lungo termine della riduzione del consumo di energia” , è stato il primo trial randomizzato e controllato per testare gli effetti metabolici di una restrizione calorica in persone non obese.

Forse è meglio che ti spieghi, velocemente , cos’è un trial randomizzato e controllato. Gli studi clinici controllati  e randomizzati sono studi sperimentali che permettono di valutare l’efficacia di uno specifico trattamento in una determinata popolazione.
Questo tipo di studio si caratterizza per essere:

  • controllato : i soggetti coinvolti nello studio sono suddivisi in due gruppi: il gruppo o braccio sperimentale che riceve il trattamento, e il gruppo o braccio di controllo che riceve un diverso o nessun trattamento. Se la sperimentazione è eseguita correttamente , i due gruppi risultano il più possibile omogenei, almeno per tutte le variabili considerate, e quindi comparabili.
  • randomizzato : l’assegnazione del trattamento ai soggetti deve avvenire con un metodo casuale (random). La randomizzazione aumenta la probabilità che altre variabili, non considerate nel disegno dello studio, si distribuiscano in maniera uniforme nel gruppo sperimentale e in quello di controllo.
    I trial clinici randomizzati e controllati seguono protocolli rigidi e statisticamente collaudati

    Nella fase sperimentale della ricerca sono stati analizzati i dati derivanti da 53 persone, uomini e donne in salute, di età compresa dai 21 ai 50 anni, alle quali sono state effettuate misurazione del metabolismo e degli stress ossidativi dopo una riduzione del carico calorico del 15%. La riduzione calorica è stata calcolata individualmente per ogni paziente.

Tutti i pazienti sottoposti alla restrizione hanno mostrato una perdita di peso media di 9 kg, nonostante il dimagrimento non rappresentasse un obiettivo della ricerca. La sperimentazione, inoltre, non prevedeva nessun particolare regime nutrizionale, cioè non sono stati imposti e/o vietati alimenti di alcun genere.

Non sono stati osservati effetti collaterali quali anemie, perdita di massa ossea e disturbi del ciclo mestruale.

Tutti i pazienti hanno mostrato, inoltre, miglioramenti dell’umore e nella qualità della vita.

Secondo la ricerca, il regime di restrizione calorica  ha apportato miglioramenti all’umore e alla qualità della vita

“Abbiamo dimostrato che anche gli individui normopeso e in salute possono trovare beneficio in un regime di restrizione calorica”, afferma la Redman.

Se ancora non ti sei annoiato nel leggere questo articolo, probabilmente ora sarai un po’ confuso  , visto che ti hanno sempre riferito che un metabolismo veloce è la condizione ideale per restare in forma e in salute; non dimenticare però che qui si parla di soggetti sani, il cui metabolismo non presenta disfunzioni, e dove un eventuale rallentamento non comporterebbe comunque problematiche a livello fisiologico. D’altronde, solo qualche anno fa, Herman Pontzer, antropologo newyorchese , primo autore di uno studio internazionale pubblicato sulla rivista PNAS , affermava che “è grazie al metabolismo lento che gli esseri umani vivono più a lungo.”(Clicca qui se vuoi approfondire)

In natura, animali con metabolismo basale più lento presentano quasi sempre maggiore longevità.

E’ la stessa Prof.ssa Redman a sottolineare che lo studio CALERIE guarda esclusivamente agli effetti della restrizione calorica sull’invecchiamento, e non alla perdita di peso, dove la discussione tra metabolismo lento e veloce molto spesso sorge. “Noi sappiamo da studi su mammiferi che più un animale è piccolo , più veloce sarà il suo metabolismo e più bassa la longevità” taglia corto la scienziata.

I meccanismi antiossidanti e  il regime alimentare sono fattori che   influenzano in maniera notevole il metabolismo. Teorie attuali dimostrano sia la correlazione tra consumo efficiente di energia e rallentamento dei processi di invecchiamento  , sia la relazione tra metabolismo lento e longevità.

Lo studio supporta quindi due delle più antiche teorie sull’invecchiamento umano : il metabolismo lento correlato alla “velocità della vita” e la teoria del danno ossidativo. Quest’ultima è quella che lega la sovrapproduzione di radicali liberi al danno ossidativo di lipidi, proteine e DNA, aumentando la possibilità di insorgenza di malattie croniche come arteriosclerosi, cancro, diabete e artrite reumatoide.

Per concludere possiamo sicuramente affermare che i risultati della ricerca sono estremamente interessanti, visti i chiari miglioramenti in tutti i marcatori d’invecchiamento monitorati. Non bisogna però tralasciare né il basso numero di partecipanti al trial, né la breve durata dello stesso in relazione alla vita media di un essere umano.

I prossimi step includeranno l’osservazione di altri marcatori dell’invecchiamento umano e l’analisi degli effetti delle restrizioni energetiche contemporaneamente all’assunzione di sostanze antiossidanti, come ad esempio il resveratrolo (presente nel vino rosso) , il quale in un certo senso mima gli effetti della restrizione calorica.

E tu cosa ne pensi? Sei disposto a ridurre il tuo apporto calorico ? Per qualsiasi dubbio, o osservazione, non esitare a contattarmi nei commenti a questo articolo.

 

 

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